2017: un nuovo 1977?

Nelle ultime settimane, tranne in qualche rara eccezione, i sondaggi d’opinione avevano sempre attribuito al Partito Conservatore un discreto vantaggio. Ecco perché, quando gli exit poll di ieri sera hanno consegnato al Paese un parlamento privo di maggioranza, il mondo intero è rimasto sorpreso.

Molto probabilmente il crollo della sterlina e la possibilità che i Tory abbiano difficoltà a formare un governo di maggioranza avrà conseguenze notevoli sull’avvio dei negoziati sulla Brexit, a cui mancano ormai solo poche settimane, e spingerà molti a dubitare che Theresa May possa rimanere a lungo se non Primo Ministro, almeno leader del partito.

In qualità di primo partito, i Conservatori avranno il diritto di provare per primi a formare un governo di minoranza; se non dovessero riuscire nell’intento, toccherebbe poi ai Laburisti tentare di fare lo stesso con SNP, Liberal Democratici e forse Verdi.

Dato quanto successo ai Liberal Democratici nel 2015, sembra difficile che possa nascere una coalizione, mentre appare più probabile che gli altri partiti possano offrire supporto sotto forma di accordi di offerta e fiducia.

Tra il 1977 e il 1979, i Laburisti di Jim Callaghan rimasero in potere grazie a un accordo di fiducia e offerta con i Liberali detto “patto Lib-Lab”.

Sulla base dei conti fatti finora, se i Conservatori non riuscissero a superare i 326 seggi, o non fossero in grado di formare un governo di minoranza, mentre i Laburisti dovessero farcela, potremmo trovarci a fare un salto indietro di 40 e più anni, ma questa volta sarebbero SNP e Liberal Democratici ad avere le carte in mano.

È difficile dire cosa significhi tutto questo per i negoziati sulla Brexit (il tempo passa inesorabilmente) ma se pensiamo che SNP e Liberal Democratici vorrebbero rimanere nel mercato unico, è possibile anche che la Brexit possa di fatto non avvenire.

I Laburisti hanno detto di voler restare nel mercato unico eliminando però la libertà di movimento, una soluzione che l’Unione Europea non sembra incline ad accettare.

Sulla base di risultati così inattesi, non sorprende che la sterlina sia crollata, portandosi in breve tempo al di sotto di 1,2700. Se, secondo alcuni, una Brexit meno pronunciata potrebbe ridurne gli effetti negativi, i mercati devono però considerare anche i contenuti del programma politico dei Laburisti.

Se i Laburisti riuscissero a formare un governo di minoranza, bisognerebbe poi vedere quanto del loro programma riuscirebbero a implementare, in particolar modo per ciò che riguarda il programma di nazionalizzazione, nonché il piano di aumento delle tasse, l’istituzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, e l’aumento della regolamentazione del settore finanziario.

Tutto ciò potrebbe mettere alla sterlina ulteriore pressione e avere conseguenze su FTSE100 e FTSE250. Gli investitori considereranno le possibili conseguenze di un governo di minoranza laburista e gli impegni presi nel proprio programma.

È prevista alta volatilità nel periodo delle elezioni e gli spread potrebbero aumentare. Ti raccomandiamo di monitorare attentamente le tue posizioni, valutare l’utilizzo di strumenti appropriati per la gestione del rischio e mantenere un valore del conto in eccedenza per tutto questo periodo.

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